giovedì 12 settembre 2013

FESTA DEL RACCOLTO


Sabato 7 settembre si è svolta a San Pietro Valdastico la "la festa del raccolto". Raccolto di patate e fagioli a opera delle aziende e dei simpatizzanti del gruppo “Le Masiere”. Anche per noi è stato un giorno di festa, sentivamo proprio la voglia di festeggiare e condividere la raccolta delle prime patate e delle diverse varietà di fagioli e sul nostro banco, come potete vedere dalla foto, le abbiamo esposte tutte, o quasi.
E' stato per noi il completamento di un ciclo iniziato a Marzo tra i banchetti della "festa dei semi" a Ca' dell'Agata dove raccogliemmo semi di fagioli tipici provenienti principalmente dalle montagne del Veneto e alcune varietà di patate, alcune antiche.
La passione per sentirsi generatori di biodiversità e bellezza, la terra ricevuta quest'anno, il sole e la pioggia hanno permesso che ciò accadesse e ora ne condividiamo con voi il frutto.
Patate:
Liseta, Desireè. Kennebec, Tonda Rossa, Val Formazza, Cinquantina, Cornetta rossa e Cornetta rossa antica, Cornetta bianca, patata Maori (dell'Australia).
Fagioli:
Fasola di Posina, Scalda, Caravaggio, Bianco di Spagna, Borlotto della Val Posina, Mascherina del Cadore, Lamon rampicante antico, Seclen di Asiago, Renon di Spagna, fagiolo del Frate, fagioli dell'oro della Val di Fiemme, Mangiatutto, Scalda "Riga de oro", Dolico dell'occhio.
Non sono presenti nella foto perchè non ancora maturi la Fasola del Diavolo, i Cialet della Val Belluna (presidio Slowfood), i Monachella del Cadore e i Zolfino.
In totale 10 varietà di patate e 18 di fagioli. 

sabato 3 agosto 2013

GAZPACHO


Dosi per 4 persone:

4 pomodori medi
1 cipolla bianca
1 cetriolo
1 peperone verde
olio extravergine di oliva
1 spicchio d'aglio
sale marino integrale
1 panino raffermo (duro, non gommoso)

Lasciare a bagno il pane in abbondante acqua per alcuni minuti.
In un frullatore riducete in purea la cipolla e l'aglio, unite quindi i pomodori spellati, il peperone verde e il cetriolo tagliati a pezzi. Frullate. 
Strizzate il pane e unitelo alle verdure, frullate fino ad ottenere una crema; a questo punto aggiungete l'olio e il sale. Eventualmente potrete aggiungere anche dell'acqua: il gazpacho è una zuppa fredda, da sorgeggiare soprattutto d'estate.

lunedì 22 luglio 2013

VEGANIMA


Fai presto ad accorgerti che questo non è un posto come tutti gli altri,lo intuisci dal modo in cui sono apparecchiati i tavoli,dall’interno in legno semplice ed accogliente,dalla cura di certi dettagli, dai libri selezionatissimi sugli scaffali. Poi conosci Luca e capisci che la Veganima di questo luogo magico è la sua, ed è bella, leggera, sana e ricca proprio come il cibo che prepara, con amore e passione e ce li senti tutti dentro questi due ingredienti speciali.
E poi ci sono tutti gli altri, dalla carinissima Giulia a Claudio e chi aiuta Luca in cucina, e hai la netta sensazione che tutti facciano quello che fanno con gioia, consapevolezza e perché lo vogliono fare.
Dopo cena viene naturale sedersi attorno ad un tavolo a parlare di scelte di vita, astrologia, Feng Shui e cucina vegana , gustando un cheese-cake che non potremo mai dimenticare. Ed è come se ci conoscessimo da sempre, perché qui ti senti in famiglia fin dalla prima volta, è uno di quei posti che vorresti tanto avere sempre a portata di mano, in cui vieni volentieri, non solo per pranzo o a cena ma anche solo per un super energetico estratto di frutta da sorseggiare all’ombra del portico, leggendo un buon libro o facendo due chiacchiere.
Se passate da queste parti non potete non fare un salto qui, nell’incantevole lago di Garda, in questo incantevole locale, un po’ bar, un po’ bottega, un po’ casa tua, ne sarete felici.

Qui trovate la loro pagina:  https://www.facebook.com/veganima.arco
Veganima, via Linfano 52, Arco TN   tel 0464 505278

lunedì 8 luglio 2013

UNA TORTA SPECIALE


Guardate  questa torta, guardatela bene, è vegana, ed è buonissima.
Vorreste la ricetta eh? Mi dispiace, non ce l’ho, perché non l’ho fatta io, purtroppo… tant’è lontana dal mio mondo di crostate, muffin e biscotti.
L’ha fatta per noi una persona speciale, un’amica, non è una pasticcera, badate bene, o meglio, non lo è di lavoro, ma lo è comunque, forse più di qualsiasi altro, “pasticcera dentro”. Così grazie a lei, alla sua sensibilità e al suo abile destreggiarsi tra il labile confine vegano e non  anche noi abbiamo potuto mangiare la nostra favolosa fetta di torta al matrimonio di Emilia e Michele.
Grazie Mariangela ! We love you! E… mi hai fatto venire una gran voglia di sperimentare con pan di spagna, creme e panna, vediamo cosa ne uscirà…

venerdì 5 luglio 2013

VIAGGIARE S-LOW


Da qualche anno, vuoi per esigenze alimentari, vuoi per esigenze economiche ma soprattutto per una grande soddisfazione, viaggiamo S-LOW.
Cosa vuol dire? Con lentezza e a basso costo, senza rinunciare alla bellezza del viaggio, anzi, cogliendone l’essenza.
Come? Viaggiando con un mezzo che percorre circa 50 km con un litro di benzina oppure con un altro che ne percorre 25 con un kg di metano, evitando se possibile le autostrade e naturalmente portando tutto il necessario per il pranzo, dal primo al dolce, dal vino al caffè.
Risultato: libertà, risparmio, qualità e nessuna fregatura.
Ma in fondo non era così quando eravamo piccoli? Non si partiva per una gita senza un minestrone, portato caldo da casa e mangiato tiepido in riva al lago. Solo il pane si acquistava lungo la strada. Ora tutto questo è passato e l’unica cosa che si porta con se è il portafoglio…perché bisogna spendere per sentirsi in vacanza… e poi si racconta che viaggiare costa caro!
Ma così non è, si possono spendere meno di 10 € per 170 km di viaggio, un pranzo completo con panorama e una spiaggia sul lago.
L’ultimo tiro di dadi ci ha fatto retrocedere di qualche casella ma l’importante non è vincere , l’importante è che il gioco duri, il più a lungo possibile.

Se hai 1000
e te ne servono 100 al giorno per essere felice
ti divertirai 10 giorni.
Se te ne servono 10 per essere felice
ti divertirai 100 giorni.
se non ti serve nulla
sarai felice per sempre.

martedì 2 luglio 2013

CHERRY MERRY MUFFINS


Ingredienti per 12 muffins :

-          2 cups di farina tipo 0
-          3 cucchiaini di lievito cremortartaro
-          1 pizzico di sale
-          1 cucchiaino di aceto di mele
-          1 cucchiaino di vaniglia in polvere
-          ½ cup di mandorle o nocciole tritate
-          Latte di riso o altro latte vegetale q.b.
-          6/7 cucchiai di marmellata di ciliegie
-          ½ cup di zucchero di canna
-          ½ cup di zucchero mascobado
-          ½ tazza di olio di mais

Mettere in una ciotola la farina, il cremor, il sale, l’aceto di mele, la vaniglia , le mandorle o le nocciole tritate e lo zucchero, unite l’olio e incorporatelo agli ingredienti con le dita in modo da farlo assorbire. A questo punto unite la marmellata e la quantità di latte vegetale necessaria per ottenere un impasto cremoso. Foderate uno stampo da muffin con dei pirottini di carta e riempiteli di impasto fino a circa ¾ . Infornate a 170° per 30 minuti circa. Deliziosi !

domenica 30 giugno 2013

52


Saliamo con ritmo regolare, ne troppo lento, ne troppo veloce, qualche sosta per sbirciare sotto di noi, per farci togliere il fiato dagli strapiombi, non c’è nessuno da superare, nessuna medaglia da appendere al collo, solo noi, il sentiero sotto gli scarponi e la fatica. Ce ne accorgiamo presto, già dai primi tornanti, viene spontaneo, è quasi vitale, liberarsi anche dei pensieri, lasciarli lì in terra, si sale meglio se si è più leggeri. Fa caldo anche quassù, il cielo non è limpido, il sole va e viene, lo sbalzo di temperatura dentro le gallerie fa venire la pelle d’oca. Guadagniamo quota senza rendercene conto, cominciamo ad essere sudati, una mosca si posa sul mio braccio, le do un passaggio per un tratto, come in bicicletta ci si aggrappava al braccio dell’amica in motorino. Cambiamo versante, da un affaccio riconosciamo sagome di contrade e case conosciute, la spirale del nostro orto perfino. Ne approfittiamo per tirare il fiato e poi su ancora, sorseggiamo dalla borraccia, durante lo sforzo è più la sete, la fame si fa sentire dopo, all’arrivo. La salita è quasi finita ma una deviazione del sentiero ce ne regala ancora un po’, allunga la strada di qualche passo, c’è ancora neve, scricchiola sotto gli scarponi ed è una sensazione strana a giugno. Tutto intorno macchie di erica fiorita e pino mugo e fiori viola e giallo e blu intensi. La deviazione ci fa uscire sull’ultimo tratto degli Scarubbi e da li ancora salita per guadagnarci il rifugio. Ci arriviamo da dietro, eccolo, ci accoglie un’atmosfera quasi surreale su questo cocuzzolo a sbalzo sul Pasubio, c’è pochissima gente, il lusso di poterci venire un giorno qualunque che non sia sabato o domenica. Ci guardiamo, birra, oh sì!, una bella birra ghiacciata e poi pranziamo a sacco, con quello che ci siamo portati sulle spalle fin quassù, panini con frittata di ceci, torta salata con tofu e verdure e una bella fetta di dolce, anche questo è down- shifting. Un boccone dietro l’altro divoriamo tutto, due ore e mezza di cammino ti mettono addosso una fame... Ce ne stiamo così per un po’ seduti a quel tavolo a sbalzo sul vuoto, sotto di noi nebbia che sale e ci avvolge, peccato, mai riusciti a vedere il mare da qui, una sensazione di serenità e leggerezza ci pervade, c’è bisogno di sudare magliette a volte, lasciare giù tutto e sudare magliette. Comunque siamo in forma, decidiamo di salire ancora, di proseguire per cima Palon 2232 m, ma questa è un’altra storia.